Elettrificazione porto di Cagliari - Cosa è il Cold Ironing
COLD IRONING ANCHE NEL PORTO DI CAGLIARI
Elettrificazione dei porti: da Livorno a Cagliari, la sfida del “cold ironing” che può cambiare il rapporto tra porto e città.
I porti italiani stanno entrando in una fase di trasformazione profonda. Una delle innovazioni più importanti è il cold ironing, cioè l’elettrificazione delle banchine: le navi ormeggiate possono collegarsi alla rete elettrica di terra e spegnere i generatori diesel di bordo, continuando comunque ad alimentare luci, climatizzazione, cucine, sistemi di sicurezza e tutti i servizi necessari durante la sosta.
Non si tratta soltanto di una tecnologia “verde”. È un’infrastruttura destinata a incidere sulla competitività dei porti, sulla qualità dell’aria nelle città, sull’attrattività turistica e sulla capacità dei territori di adeguarsi alle nuove regole europee.
Un esempio importante è quello di Livorno, dove l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha inserito l’elettrificazione delle banchine in un programma che coinvolge anche Piombino e Portoferraio. Il valore complessivo dell’intervento è di circa 77 milioni di euro e il progetto prevede cabine di conversione, infrastrutture elettriche fino alle prese in banchina e, nel caso di Livorno, sistemi destinati a servire traghetti, navi da crociera e portacontainer.
Anche Cagliari è dentro questa trasformazione
Il progetto riguarda direttamente anche la Sardegna. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna ha avviato un programma di cold ironing che interessa Cagliari Porto Storico, Cagliari Porto Canale, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Portovesme e Santa Teresa Gallura.
L’investimento complessivo finanziato attraverso il Fondo complementare al PNRR supera i 70 milioni di euro. Per Cagliari, le previsioni iniziali indicavano 22 MW di potenza per il Porto Storico, con circa 20,9 milioni di euro di finanziamento, e ulteriori 13 MW per il Porto Canale, con circa 12,2 milioni di euro. Insieme significano quindi circa 35 MW di capacità prevista per il sistema portuale cagliaritano.
Il programma non è rimasto sulla carta. Nel 2025 l’Autorità Portuale ha definito l’elettrificazione delle banchine come pienamente entrata nella fase operativa e, nel luglio 2026, ha confermato che i lavori nei porti sardi stanno procedendo con l’obiettivo di essere completati entro la fine del 2026, nonostante il Ministero abbia esteso il termine generale al 31 dicembre 2027.
Perché è così importante per Cagliari
Il primo beneficio è immediatamente comprensibile: meno emissioni mentre le navi sono ferme in porto.
Una nave da crociera o un traghetto, anche quando è ormeggiato, continua ad avere bisogno di molta energia. Tradizionalmente questa viene prodotta mantenendo accesi i generatori di bordo. Con il cold ironing, invece, la nave può collegarsi direttamente alla rete elettrica terrestre e spegnere i motori ausiliari.
L’Agenzia Europea dell’Ambiente conferma che l’alimentazione elettrica da terra riduce sia le emissioni atmosferiche sia il rumore prodotto dalle navi durante la permanenza in banchina.
Per una città come Cagliari questo aspetto assume un valore particolare perché porto e centro urbano sono praticamente a contatto. Via Roma, il Municipio, la Marina e buona parte del centro storico si trovano a poche centinaia di metri dagli ormeggi.
Ridurre l’utilizzo dei generatori significa quindi intervenire direttamente sulla qualità ambientale dell’area urbana più vicina al porto.
Meno rumore e una migliore relazione tra porto e città
L’impatto non riguarda soltanto l’aria.
Una nave ormeggiata produce continuamente rumore e vibrazioni attraverso motori e generatori. L’elettrificazione consente di ridurre significativamente anche questo tipo di inquinamento. La Commissione Europea indica proprio la diminuzione di rumore e inquinamento atmosferico tra i principali vantaggi dell’alimentazione elettrica da terra.
Per Cagliari significa migliorare la convivenza tra un porto operativo e una città che negli ultimi anni ha progressivamente recuperato il rapporto con il proprio fronte mare.
Il beneficio turistico: crociere più compatibili con il centro urbano
Cagliari è anche una destinazione crocieristica.
Ed è probabilmente proprio sul turismo che il cold ironing può avere uno degli effetti più visibili.
Le grandi navi da crociera sono strutture estremamente energivore anche quando rimangono ferme: devono mantenere attivi climatizzazione, cucine, illuminazione, ascensori e servizi per migliaia di passeggeri.
L’elettrificazione permette loro di farlo senza mantenere in funzione i generatori tradizionali.
Questo significa poter accogliere traffico crocieristico con un impatto ambientale locale inferiore, particolarmente importante per una città nella quale i crocieristi sbarcano praticamente nel centro urbano.
Una migliore qualità dell’aria e minore rumore contribuiscono anche alla qualità percepita della destinazione. Una città che riesce a combinare turismo, porto e sostenibilità può diventare più attrattiva non soltanto per i visitatori, ma anche per le compagnie che stanno adeguando le proprie flotte agli standard ambientali europei.
Competitività: dal 2030 il cold ironing diventerà sempre più decisivo
C’è poi una questione economica e strategica che forse è ancora più importante.
L’Europa sta rendendo l’alimentazione elettrica delle navi in porto parte integrante della propria politica di decarbonizzazione.
Il regolamento FuelEU Maritime stabilisce che, dal 1° gennaio 2030, le navi passeggeri e portacontainer superiori a 5.000 tonnellate di stazza lorda, nei porti europei interessati dalla normativa AFIR, dovranno utilizzare l’alimentazione elettrica da terra o altre tecnologie a emissioni zero durante la permanenza in banchina. Dal 2035 la regola verrà estesa a tutti i porti europei dotati di infrastrutture OPS.
Questo cambia completamente la prospettiva.
Realizzare oggi il cold ironing significa preparare il porto di Cagliari alle condizioni operative che diventeranno progressivamente standard nel prossimo decennio.
Un porto non adeguato rischierebbe, al contrario, di diventare meno competitivo nella scelta degli scali da parte delle compagnie di navigazione.
Un vantaggio per l’economia sarda
Il porto di Cagliari non è soltanto un'infrastruttura cittadina.
È una delle principali porte d’ingresso e di uscita delle merci della Sardegna.
Un porto tecnologicamente avanzato e conforme agli standard energetici europei può rafforzare la propria capacità di attrarre traffici commerciali, investimenti e nuove attività legate alla logistica.
L’Autorità di Sistema Portuale sta infatti sviluppando contemporaneamente il nuovo terminal Ro-Ro al Porto Canale, nuovi collegamenti logistici, infrastrutture digitali ed elettrificazione delle banchine. Il progetto del nuovo porto commerciale prevede esplicitamente che tutte le banchine siano servite dal cold ironing, proprio per ridurre le emissioni delle navi durante la sosta.
In questo senso il cold ironing non va visto come un intervento isolato, ma come una parte del processo di trasformazione del Porto Canale in un hub logistico, commerciale ed energetico più moderno.
Nuove competenze e opportunità occupazionali
Un porto elettrificato richiede inoltre nuove professionalità.
Impianti elettrici ad alta e media tensione, sistemi di conversione, manutenzione, gestione energetica, monitoraggio digitale, cybersecurity, produzione da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo aprono spazi per competenze tecniche che fino a pochi anni fa erano marginali nel settore portuale.
Non significa automaticamente migliaia di nuovi posti di lavoro, e sarebbe scorretto prometterlo. Significa però spostare progressivamente il porto verso attività a maggiore contenuto tecnologico, creando opportunità per imprese energetiche, installatori, ingegneri, manutentori e operatori specializzati.
Nel sistema portuale sardo, peraltro, l’Autorità registra già una crescita degli addetti delle imprese portuali: dai 651 occupati del 2023 ai 765 del 2025, con una quota crescente di imprese che prevede aumento del fatturato e nuove assunzioni.
Energia rinnovabile: il vero salto di qualità
Naturalmente il beneficio climatico del cold ironing dipende anche da come viene prodotta l’elettricità utilizzata dalle navi.
Se l’energia arriva sempre di più da fonti rinnovabili, il vantaggio aumenta considerevolmente.
Ed è qui che la Sardegna potrebbe avere un’opportunità particolare.
L’elettrificazione dei porti può diventare uno dei punti di incontro tra produzione rinnovabile, accumulo, comunità energetiche, mobilità elettrica e industria marittima.
Lo stesso sistema portuale sardo sta già sviluppando parallelamente interventi di mobilità elettrica, colonnine di ricarica, efficientamento energetico e sperimentazioni sulle fonti rinnovabili.
Quindi il cold ironing può diventare non soltanto uno strumento per consumare elettricità, ma anche un incentivo a costruire un sistema energetico portuale più complesso e integrato.
Cagliari può guadagnarci due volte
C’è infine un aspetto spesso sottovalutato.
Cagliari può beneficiare dell’elettrificazione sia come porto sia come città.
Il porto diventa più competitivo, moderno e compatibile con gli standard europei.
La città può ricevere benefici in termini di minori emissioni locali, meno rumore, migliore qualità dello spazio urbano e maggiore sostenibilità dell’attività crocieristica.
È un equilibrio particolarmente importante per Cagliari perché poche città italiane hanno un rapporto così diretto tra porto, centro storico e vita quotidiana.
Il precedente di Livorno dimostra inoltre che l’elettrificazione non viene considerata soltanto una spesa ambientale. Nelle analisi dell’Autorità di Sistema Portuale livornese, i benefici economici complessivi del cold ironing – comprendendo anche le esternalità ambientali – risultano superiori ai costi nell’orizzonte analizzato.
Una trasformazione che riguarda tutta la Sardegna
Il punto, quindi, non è semplicemente avere qualche presa elettrica in più sulle banchine.
Il progetto che coinvolge Cagliari Porto Storico e Porto Canale, insieme agli altri principali scali dell’isola, è un tassello di una trasformazione molto più grande.
Significa preparare la Sardegna a una navigazione sempre più decarbonizzata, rendere i suoi porti più competitivi e migliorare contemporaneamente il rapporto tra infrastrutture portuali e città.
Nel caso di Cagliari questo processo può avere un valore ancora maggiore: un porto più moderno e meno impattante può diventare non una barriera tra la città e il mare, ma una delle infrastrutture strategiche attraverso cui costruire sviluppo economico, turismo e sostenibilità nei prossimi decenni.
La transizione energetica dei porti non riguarda solo le grandi infrastrutture: coinvolge imprese, territori e nuove competenze. Energy@ Srl lavora proprio su questo fronte, affiancando aziende e realtà locali nei percorsi di efficientamento energetico, sostenibilità e innovazione.
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